venerdì 14 febbraio 2014

Da Clapton a Muhammad Ali, dagli Zeppelin a Noel Gallagher: The Royal Albert Hall

La Royal Albert Hall è una sala concerti concepita dal principe Alberto, situata nel quartiere South Kensington di Londra, nella zona chiamata Albertopolis. Il 20 Maggio 1867 fu la Regina Vittoria a posare la prima pietra per la costruzione dell'opera, che venne inaugurata il 29 Marzo del 1871.


Nonostante oggi rappresenti un esempio di acustica ed eleganza, inizialmente non furono pochi i problemi di suono all'interno della Royal Albert Hall. In tempi moderni questa elegante sala concerti ha ospitato, solo per citarne alcuni, i concerti di artisti internazionali di grande rilievo come Mark Knopfler, David Gilmour, Queen, Led Zeppelin, Joe Bonamassa, Jimi Hendrix, Cream, Eric Clapton, Paul McCartney e i Deep Purple. 

Ma non fu facile nei primi decenni per la Royal Albert Hall affermarsi come l'eccellenza che oggi rappresenta nel mondo della musica live. Infatti è soltanto dagli inizi degli anni '70 che è stato risolto un fastidioso problema di rifrazione, con l'aggiunta di dischi acustici appesi al soffitto. Anni prima la situazione era ancora peggio: nel 1949 l'originaria cupola fatta di ferro e vetro venne sostituita con quella attuale fatta di alluminio e materiale fonoassorbente, rimediando ai problemi di riverbero riscontrati in precedenza. Al momento dell'inaugurazione questo imponente edificio vantava ad ogni modo un futuristico impianto di riscaldamento ed areazione, un ascensore idraulico, 11.000 lampade a gas che potevano essere accese tutte insieme in meno di dieci secondi. Grande vanto per la Royal Albert Hall è anche quello di aver ospitato l'organo a canne più grande del mondo, costruito nel 1871 e che rimane ad oggi il più grande del paese con i suoi 147 registri suddivisi in 4 tastiere da 61 note ciascuna, e la pedaliera di 32 note, per un totale di 10.000 canne.  Anche alcuni artisti italiani hanno avuto il privilegio di esibirsi in questo posto: Zucchero, Nino D'Angelo, Umberto Tozzi, Ligabue e Laura Pausini ad esempio. E' importante e doveroso ricordare che all'interno della Royal Albert Hall c'è spazio non solo per la musica dal vivo, ma anche per una ricca programmazione di attività artistiche differenti, come ad esempio balletti, festival, conferenze, gare di ballo eccetera. Qui ha sede anche l'importante rassegna musicale The Proms. 

TIMELINE

-15 settembre 1961. Beatles e Rolling Stones si esibiscono in occasione del The Great Pop Prom. I Beatles si esibiranno qui anche nel 63, mentre gli Stones nel corso degli anni '60 torneranno per ben 3 volte sullo stesso palco.


19 febbraio 1967. Duke Ellington, una delle figure più influenti della storia del jazz.

Giugno,Luglio 1969. Il programma del Pop Proms prevedeva 9 concerti n cui si esibirono, tra gli altri, Led Zeppelin, Fleetwood Mac e The Who

Marzo 1970. Primo torneo di tennis alla Albert Hall. Da quell'anno la Albert Hall ospita, ogni Dicembre, il Master Tennis Tournament.

19 ottobre 1971,con l'incontro da 8 round di Muhammad Ali, la Albert Hall apre le porte ai grandi eventi della boxe.


Aprile 1984. A Symphony on ice, di John Curry. Per la prima volta l'interno della Albert Hall viene ricoperto di ghiaccio. Alla fine dell'esibizione il ghiaccio viene rotto ed i pezzi gettati nel Tamigi

1987, Eric Clapton. Dalla prima volta nel 1964 con gli Yardbirds ad oggi, sono in tutto 150 le apparizioni da lui fatte sul palco della Royal Albert Hall

La prima volta che la Hall ospitò un evento dedicato al basket era il 1945. In questa foto del 4 Dicembre 1989 si svolge il "The NatWest Basketball Trophy Final"

Ottobre 1991, per la prima volta in 1500 anni di storia, un torneo di sumo viene organizzato fuori dal Giappone. I posti più costosi intorno al "ring" (dohyo) sono per terra sopra i cuscini

1 Maggio 1995, Pavarotti si esibisce in "Un ballo in maschera" di Verdi, assieme al coro e l'orchestra della Royal Opera House

15 Settembre 1997. Music For Montserrat, concerto per la raccolta fondi organizzata da George Martin, storico produttore dei Beatles. George possedeva uno studio di registrazione a Montserrat, utilizzato tra gli altri da Elton John ed i Rolling Stones. Quando l'isola fu colpita da un uragano, George Martin riunì insieme Mark Knopfler, Eric Clapton, Phil Collins, Paul McCartney, Elton John e Sting per un concerto di beneficenza per aiutare i cittadini dell'isola. 

Prima edizione del Teenager Cancer Trust organizzata da Roger Daltrey con i Who

29 Novembre 2002. Eric Clapton, Jools Holland, Ringo Starr, Paul McCartney ed altri suonano in tributo all'amico George Harrison, scomparso un anno prima.

Maggio 2005. I Cream tornano ad esibirsi sul palco della Albert Hall dopo 37 anni

Giugno 2009- La Albert Hall da l'incarico ad alcuni artisti dei graffiti di celebrare i suoi 138 anni di storia e tutte le grandi personalità che hanno calcato negli anni il suo palco.

12 Novembre 2009. Children In Need, manifestazione benefica annuale. La line up era composta da Take That, Robbie Williams, Snow Patrol, Lily Allen, Paul Mc Cartney e Dame Shirley Bassey.

Decime edizione del Teenager Cancer Trust con una line up d'eccezione formata dalla ex band britpop degli Suede, il primo concerto post-Oasis di Noel Gallagher, Eddie Vedder dei Pearl Jam e gli Who.


"Now they know how many holes it takes to fill the Albert Hall"
The Beatles, A Day In The Life




mercoledì 5 febbraio 2014

Blues Made In Italy, la casa del blues in Italia

Il festival di cui voglio parlarvi oggi lo consideriamo uno dei migliori tra quelli a cui abbiamo avuto modo di partecipare personalmente dopo averni visti un bel pò. In qualità di spettatore devo dire che sono rimasto piacevolmente colpito dalla qualità musicale innanzitutto, e dall'ambiente assolutamente amichevole e l'atmosfera straordinaria che ho respirato. Il Blues Made In Italy nasce nel 2010 su iniziativa del giovane musicista Lorenz Zadro, con lo scopo di divulgare e promuovere il meglio del panorama blues italiano.  Un genere solitamente definito di nicchia, ma che poi tanto di nicchia non è vista la qualità e soprattutto la quantità delle band e degli artisti che vi hanno partecipato.

Il logo di BLUES MADE IN ITALY potrà essere applicato su ogni produzione editoriale "Made in Italy": un marchio che unirà e allo stesso tempo contraddistiguerà tutti i futuri lavori. Ogni pubblicazione con il logo impresso, troverà ampio spazio per la pubblicizzazione gratuita del nuovo prodotto.
 Il Blues Made in Italy, nato come associazione culturale no-profit, è diventato di diritto il punto di riferimento per tutti coloro che sono interessati al genere e quindi non solo musicisti, ma anche promoter, label, giornalisti, media ed appassionati. Premiato come "Miglior Festival Blues" in occasione degli "Oscar del Blues 2012" il Blues Made in Italy si svolge ogni anno a Cerea, in provincia di Verona, in un area in cui trovano ampio spazio anche stand per la gastronomia, libri, dischi, cd, strumenti musicali...un paradiso terrestre per gli amanti del genere che possono avere l'opportunità di concluedere affari o di scoprire in anteprima nuovi prodotti nell'ambito degli strumenti musicali. Ma soprattutto la caratteristica distintiva è la qualità della musica dal vivo in questo festival che lo rende di diritto la casa del blues in Italia.
Da non perdere la pagina facebook, ricca di contenuti e di appuntamenti da non perdere, ma anche e soprattuto per rimanere aggiornati sulle attività del Blues Made in Italy, in attesa dell'edizione 2014.
Mentre la macchina organizzativa si rimetterà in moto a breve per l'edizione 2014 qui di seguito trovate l'intervista a Lorenz Zadro e le quattro locandine delle edizioni passate, con alcuni dei nomi che hano scritto la storia di questo festival.








Intervista a Lorenz Zadro di Blues Made in Italy a cura di MFA: Music Festival All around the world


-MFA: E' vero che chiunque decida di inserire il logo dell'associazione Blues Made In Italy sulle proprie nuove produzioni musicali (cd, dvd, libri) avrà automaticamente diritto alla pubblicazione gratuita della notizia sul sito del Blues Made In Italy e sulla pagina Facebook dell'associazione?
-LZ: E' verissimo! E questo è uno degli aspetti associativi che vivo con molta passione ed interesse. Tanti artisti quando maturano l'idea di realizzare una nuova produzione, mi chiedono la possibilità di poter inserire il logo sulla propria produzione discografica. La risposta è semplice, perché gli unici requisiti richiesti sono l'attinenza al genere (ovviamente Blues) e l'essere iscritti alla nostra associazione culturale no-profit. Dopodiché, sul www.bluesmadeinitaly.com, sulla pagina Facebook e attraverso la nostra mailing-list, viene annunciata la notizia dell'uscita del nuovo prodotto con la copertina del  nuovo album (dvd o libro), corredata da alcune righe di presentazione e link per accedere direttamente al sito degli artisti.

-MFA: Qual è uno degli aspetti che ti dà più orgoglio nel contesto dei raduni nazionali Blues Made In Italy?
-LZ: Sicuramente il calore trasmesso dai tantissimi artisti che vi hanno partecipato (e che colgo l'occasione per ringraziare in queste righe!)...considerando che ogni edizione conta la presenza di circa 50 blues band provenienti da tutta Italia, ed essendo in piena fase organizzativa per la 5° edizione, il numero è davvero notevole. La mia soddisfazione più grande sta nel veder crescere e maturare un buonissimo numero di giovani leve che per competenza e tenacia, sapranno sicuramente regalare un buon futuro a questo genere, trasmesso con altrettanta passione e amore da artisti della precedente generazione, a tutt'ora quanto mai attivi e felici di partecipare assieme a questa crescita collettiva, grazie a ciò sempre più ricca di stimoli.

-MFA: Quando hai creato questo progetto hai perseguito un obiettivo prefissato e poi le cose si sono evolute. E' stato un successo inaspettato?
-LZ: Per certi versi sicuramente! Quando si crede fermamente in un'idea o in un progetto, solitamente non ci si fa troppe domande, poiché inizialmente questo sembra bastare. Poi però, con l'avanzare del tempo, i nodi vengono al pettine e ci si scontra con la realtà, che interrompe un po' tutti i nostri sogni. Dal punto di vista di un creativo quale sono, le iniziative e le idee che vorrei vedere realizzate sono molte, ma i costi di gestione e l'avanzare delle lancette sono nemici assoluti in questo caso. Per quanto riguarda l'evoluzione della nostra organizzazione, vedere di anno in anno una crescente partecipazione alle nostre inziative da parte di un pubblico sempre più numeroso ed appassionato e di moltissimi artisti, è una cosa che apre il cuore, dà forza, speranza e tanta voglia di continuare su questa strada.

-MFA: E' possibile avere qualche anticipazione sul prossimo raduno nazionale?
-LZ: A dire il vero è presto,  ma tra non molto, sulla nostra pagina Facebook e sul sito compariranno i primi segnali per la quinta edizione del raduno nazionale Blues Made In Italy, un bellissimo traguardo da festeggiare. Ad ogni modo, si terrà sempre nel mese di ottobre presso il polo fieristico Area Exp di Cerea (VR).

-MFA: C'è qualche aspetto che lega Blues Made In Italy all'associazione European Blues Union?
-LZ: Nel modo più assoluto ci sono impegno e collaborazione per obiettivi comuni, dove l'aspetto principale è la valorizzazione dell'operato degli artisti, per Blues Made In Italy sul territorio nazionale e per l'European Blues Union per un inserimento nel più vasto contesto europeo che vi invito a scoprire attraverso il sito: www.europeanbluesunion.com.

Grazie a Lorenz Zadro per averci dedicato un pò del suo prezioso tempo e grazie a tutte le persone coinvolte nella creazione di un evento unico in Italia come il Blues Made In Italy.